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Ladri scatenati nelle case e l’antifurto si paga a rate

Si moltiplicano le richieste di sistemi di sicurezza e di telecomandi antirapina Salvaggio (Ol Securpol): vigilanza “popolare” con gli impianti in comodato d’uso

Non più solo ville e casseforti. Il tempo in cui venivano svaligiate solo le abitazioni di lusso è definitivamente tramontato, cosi come è finito il tempo dei soli professionisti del crimine che mettono a segno colpi da manuale. Il target dei furti in casa è cambiato, metamorfosi dovuta alla crisi economica e ai mutamenti della società stessa. Ora i ladri si intrufolano in normali appartamenti portando via ciò che serve per soddisfare i bisogni contingenti. Lo racconta sulla base della propria esperienza lavorativa, Domenico Salvaggio, titolare dal 2006 dell’istituto di vigilanza Ol Securpol srl di Olbia. Che spiega come anche la vigilanza privata sia cambiata nel tempo e sia diventata “popolare” per adeguarsi alle esigenze del nuovo mercato: i sistemi di allarme non sono più roba per ricchi, ma alla portata di tutte le tasche, attraverso formule innovative che prevedono il pagamento di un canone mensile.

«I tempi sono cambiati e sono cambiati anche gli scenari dei furti in casa – racconta l’imprenditore della sicurezza –: non si rubano più solo gioielli e contanti, ma anche oggetti di pochissimo valore e addirittura beni di prima necessità. Negli ultimi anni ho visto di tutto: in case al mare disabitate durante l’inverno, i ladri si sono portati via lenzuola, coperte, cuscini, sanitari e perfino il placcaggio di un muro. A volte è capitato che i ladri abbiano svuotato il frigorifero o si siano seduti a tavola a mangiare approfittando dell’assenza temporanea dei padroni di casa. Spesso si ruba per soddisfare quelli che sono i bisogni contingenti e non al fine di arricchirsi. Questa situazione ha portato anche al gravissimo fenomeno dei furti con violenza messi a segno con i proprietari delle abitazioni presenti al momento dello scasso. E questa è la cosa che più preoccupa le famiglie perché la situazione in quei frangenti diventa davvero drammatica. Alla luce di tutto ciò, è cresciuta enormemente nelle persone la volontà di tutelare la propria casa e la propria incolumità con l’installazione di impianti di allarme e di video sorveglianza e affidare agli istituti di vigilanza privata, il compito di vigilare sui propri beni».Ecco allora che muta anche lo scenario della vigilanza privata. «Che da servizio costoso e rivolto solo alle persone più abbienti, si trasforma e diventa alla portata di tutti – spiega Salvaggio –. Soprattutto, viene sperimentata la formula del comodato d’uso degli impianti di allarme che non vengono più acquistati ma utilizzati con un piccolo canone mensile».

Ma cosa chiede la gente? «Per paura di ritrovarsi faccia a faccia col ladro in casa, l’impianto più richiesto è quello agli infissi: se qualche malintenzionato prova a toccare una finestra o una porta scatta immediatamente l’allarme e si attiva il pronto intervento armato delle guardie giurate. Vengono richiesti anche molti telecomandi anti-rapina e sistemi di videosorveglianza con la trasmissione delle immagini in diretta. In questi anni la vigilanza si è evoluta enormemente a livello tecnologico: impianti sempre più efficaci e sofisticati, a costi sempre più bassi proprio in funzione dell’aumento della richiesta che arriva dalla famiglia media che vuole investire in prevenzione». I dati del Dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell’Interno relativi al 2017 per la provincia di Sassari parlano di 15.344 denunce presentate agli uffici di polizia, con 1.407 persone denunciate in stato di libertà e 190 arresti. «Il problema della sicurezza è sempre più sentito dai cittadini. Quello che conta è poter prevenire questi pericoli e sapere di poter fare rientro nella propria casa con tranquillità».

 

di Tiziana Simula
fonte: La Nuova Sardegna

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