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RISCO cloud a pagamento cosa cambia

risco-cloud

Per mantenere elevati standard di servizio ed affidabilità, il Cloud RISCO diventa un Servizio a pagamento dal mese di Giugno 2021.

La casa connessa di RISCO Group comprende la gestione i Sistemi Antifurto, Video Verifica e Smart Home:

–          LIGHTSYS™2, la centrale ibrida che gestisce fino a 52 zone

–          Agility™3, la centrale radio che gestisce fino a 32 zone

–          ProSYS™Plus, le centrale superibrida che gestisce fino a 512 zone

–          RISCO Smart Home

–          VUpoint P2P, telecamere IP di semplicissima configurazione Plug&Play

L’accesso al servizio cloud fornito da RISCO al momento dell’installazione era gratuito sia per l’azienda installatrice che per l’utente finale.

Il costo annuale per i clienti finali, per continuare ad avere accesso a RISCO Cloud, può essere pagato direttamente alla ditta installatrice o a RISCO. I clienti che non avranno sottoscritto l’abbonamento annuale di RISCO Cloud saranno automaticamente disconnessi dal cloud e non potranno più utilizzare l’applicazione iRISCO o FreeControl RISCO, almeno fino a quando non avranno regolarizzato la posizione.

Da sottolineare i 6 mesi gratuiti per tutti i possessori di un impianto antintrusione

 

Gestione RISCO Cloud che genera disservizi agli utenti

RISCO CLOUD

RISCO Group ha rilasciato una nuova versione dell’applicazione iRisco e dell’applicazione FreeControl per IOS e Android. Tali versioni includono nuove funzionalità e correzioni di bug esistenti, e sarà gradualmente disponibile negli App Store nella prossima settimana.

Le versioni in oggetto sono:

➢ Android o iRISCO 5.5.0112 o FreeControl 5.5.0037

➢ iOS o iRISCO 5.5.0.0061 o FreeControl 5.5.0.0031

Nuove caratteristiche e miglioramenti:
• Supporto delle funzionalità Billing (Abbonamento ai Servizi Cloud).
• Supporto della nuova crittografia per le nuove telecamere VUPoint WI-FI.
• Avviso di modifica dei “Termini e Condizioni RISCO (T&C)”
• Abilitazione alla condivisione delle video clip in formato mp4.
• Risolta, nella versione IOS, la velocità di risposta del sistema al comando di Inserimento/Disinserimento.
• Correzioni di bug NOTA: iRISCO e FreeControl versione 5.5.0.xx sono compatibili con iPhone OS ver. 12 e successive e Android OS ver. 6 e successive.

La nuova funzione Panico è ora disponibile nell’app Insite Gold di Paradox

Esistono due tipi di panico:

Panico da geolocalizzazione
Può essere inviato ad altri utenti Insite Gold e individuerà su Google Maps la posizione da cui è stato attivato.

Panico da centrale
Il Panico da Centrale può essere attivato dall’applicazione (oltre che da tastiera , o telecomando). L’SOS può essere inviato oltre agli utenti registrati, anche alla Vigilanza o alla Pubblica Autorità.

Per maggiori informazioni scarica il file “Insite GOLD nuova funzione PANICO”

Insite Gold temporaneamente rimossa

Gentili clienti PARADOX l’applicazione Insite Gold è stata, momentaneamente, rimossa da Google Play a causa delle verifiche sulle applicazioni che Google effettua periodicamente per renderle pubblicabili nel suo store.
Google ha, inoltre, comunicato a Paradox che, a causa del forte carico di lavoro sopraggiunto in questo periodo, potrebbe essere necessario un tempo più lungo del solito per esaminare l’applicazione.

Dal link qui sotto riportato è possibile scaricare direttamente nello smartphone del cliente il file APK per Insite Gold 2.7.6.
Scarica InsiteGold 202.7.6.apk

NB: Potrebbe essere necessario attivare “installa app da fonti sconosciute” sul dispositivo per poterlo installare.

Domotica: cosa ne pensano gli italiani?

La casa connessa non è un sogno, ma una realtà

Europ Assistance ed Energy@home (associazione composta da Telecom Italia, Electrolux, Indesit ed Enel Distribuzione, che ha come obiettivo quello di promuovere lo sviluppo di soluzioni innovative e tecnologiche per la casa) hanno realizzato uno studio per individuare quali siano le richieste dei consumatori relativamente a domotica, efficienza energetica e smart home.

Lo studio esplorativo è diretto su un campione di uomini e donne, di livello socio economico e culturale medio-alto e alto, propensi a sperimentare novità e ben disposti verso il digitale e la tecnologia, suddivisi equamente per fasce di età, con una quota significativa di soggetti con figli piccoli e/o genitori anziani. Al panel è stata data l’opportunità di testare direttamente un ambiente domestico attrezzato con un sistema domotico: lo Spazio Chorus di Gewiss a Fiera Milano, azienda associata di Energy@home, secondo un approccio metodologico progettato e sviluppato da Doxa Marketing Advice.

Da questa esperienza emerge come gli italiani abbiano una relazione affettiva molto forte nei confronti della propria abitazione, un rapporto accentuato dalla domotica che favorisce l’interazione con la casa anche quando non si è presenti.

L’analisi evidenzia una certa propensione alla casa tecnologica e all’utilizzo di sistemi domotici, di gestione e controllo degli impianti di casa. In questo processo gioca però un ruolo centrale lo smartphone, in altri termini il concetto di smart home necessariamente passa attraverso all’utilizzo di APP su smartphone e tablet.

Ci sono tre caratteristiche che le persone coinvolte richiedono alla domotica:

1) la prima è la funzionalità, intesa come “facilitazione della vita quotidiana, benessere e comfort e risparmio, per limitare gli sprechi e ottimizzare le spese”;

2) la seconda è la sicurezza, sia all’interno della casa sia verso i rischi esterni;

3) a terza riguarda l’autodiagnostica e la manutenzione. Tra le preoccupazioni degli utenti è lasciar funzionare alcuni elettrodomestici quando si è fuori casa e quindi poter essere controllati e monitorati a distanza, ma anche “avvisare se c’è qualcosa che non funziona”, suggerire “quando è il momento di fare manutenzione”, o ogni altra funzione che garantisca sicurezza, risparmio, confort e qualità della vita.

Elettrodomestici e abitazioni sempre connessi potranno comunicare direttamente con la Centrale Operativa del produttore. Con l’identificazione precoce dell’entità del danno ad opera dei moderni device l’azienda sarà in grado di eseguire una prima diagnosi immediata riducendo i tempi di intervento, evitando così l’aggravarsi dei problemi.

L’indagine sugli elettrodomestici, messi a disposizione da Whirlpool, azienda associata di Energy@home, si è concentrata in particolare su frigorifero e lavastoviglie. Il primo deve aiutare a ridurre gli sprechi: “Il frigorifero ideale dunque gestisce le date di scadenza dei prodotti, avvisa il consumatore per tempo e gli suggerisce addirittura le ricette da preparare con gli alimenti da consumare”. La lavastoviglie deve gestirsi da sola, scegliendo in autonomia la quantità di detersivo e regolando i consumi.

Questa è la casa del futuro dove funzionalità, sicurezza e autodiagnostica prevalgono sugli aspetti ludici o estetici.

Nebbiogeno antifurto per i dentisti

I dentisti ha una nuova arma per proteggersi dai furti

Assicurarsi è il minimo, dotarsi di un buon sistema d’allarme è saggio e anche mettere un paio di telecamere non guasta. Ma siccome i ladri non si fermano facilmente e anche con le sirene in sottofondo riescono spesso ad arraffare macchinari costosissimi, ecco che i dentisti – gli studi dei quali sono sempre più nel mirino di bande specializzate – si attrezzano con nuove difese.
A cominciare dai nebbiogeni, un’arma anti-intrusione che scatta insieme all’allarme, satura i locali di una nebbia bianca, densa e impenetrabile – atossica e dunque innocua per persone e animali – costringendo i ladri alla fuga immediata. O almeno così ci si augura.

La nuova arma fa parte di un pacchetto-sicurezza che i dentisti del Veneto, con quelli padovani in prima linea (se non altro per il numero di furti subiti) ha adottato in questi giorni, con la speranza di invertire la rotta del 2015, anno che ha fatto registrare un impressionante numero di colpi “mirati” ai danni di studi dentistici.

Il primo passo è la segnalazione alle forze dell’ordine di personaggi sospetti. È stato infatti appurato che in molti casi i ladri fanno un sopralluogo negli studi da svaligiare fingendosi pazienti o fornitori. «Io stesso, che ho subìto due furti con un danno da 60 mila euro, a mente fredda ricordo pazienti strani che sono venuti nel mio studio un paio di mesi prima dell’effrazione», racconta Ferruccio Berto, presidente di Andi Veneto. ll secondo passo è la dotazione di sicurezza. «Con i nebbiogeni contiamo di mettere in fuga i ladri», aggiunge Berto. «I primi minuti dopo l’intrusione sono cruciali e per questo vorremmo neutralizzarli semplicemente rendendoli ciechi. I carabinieri, poi, ci hanno suggerito di collegare i nostri sistemi d’allarme con la loro centrale».

La tempestività è tutto. E negli studi dentistici conta ancora di più, perché i ladri spesso, pur di portare via i macchinari in breve tempo, combinano disastri, rendendo poi gli studi inagibili per settimane. «Alla fine il danno parte sempre dai 20 mila euro e i dentisti devono chiedere aiuto ai colleghi per poter continuare un minimo l’attività», spiega Berto. «Siamo di fronte ad un’autentica emergenza, perché i ladri sanno dove mettere le mani e quasi sempre agiscono su commissione, portando via macchinari molto costosi che poi probabilmente sono destinati al mercato estero».

Fonte: mattinopadova.gelocal.it

Mette in fuga i ladri con il nebbiogeno

Sono stati messi in fuga dalla sirena ma soprattutto disorientati dal nuovo allarme nebbiogeno i malviventi che nella notte fra Pasqua e Pasquetta hanno tentato un colpo (l’ennesimo) ai danni della gelateria e bar-tabaccheria Cinquecento a Castello di Serravalle di Valsamoggia.

Un obiettivo costante delle bande di predoni che non smettono di colpire l’attività di Paolo Rossi, il commerciante, già presidente della locale delegazione Confcommercio-Ascom, che lo scorso anno di questi tempi fu al centro dell’attenzione perché, dopo avere subito una raffica di furti e tentativi di furto, decise di dormire in uno stanzino ricavato a fianco del laboratorio. Espediente che gli permise di mettere in fuga i ladri brandendo una sedia in occasione dell’ultimo tentativo di furto subito lo scorso metà aprile.

Anche stavolta Rossi deve fare i conti con i danni ai serramenti divelti della porta di ingresso, ma grazie all’originale allarme nebbiogeno ha messo in fuga i ladri e salvato le sigarette. Il banco della tabaccheria era infatti l’obiettivo della gang entrata in azione poco dopo le 3.30 di notte, dal lato del parcheggio che affaccia sulla provinciale.

«L’allarme ha iniziato a suonare alle 3.51 e prima di questo con un grosso cacciavite i ladri avevano già forzato il telaio e tirato verso fuori il doppio vetro, forse per evitare che l’allarme ambientale suonasse subito – racconta Rossi -. Ci sono le riprese della telecamera di sorveglianza che ne mostra quattro, e magari un quinto era in auto. Due di essi sono entrati velocemente e si sono diretti alla tabaccheria quando la macchina della nebbia ha iniziato a sparare una cortina bianca simile a quella delle discoteche. Né tossica, né urticante….fatto sta che devono esserci rimasti male. In un minuto il locale era saturo e non ci si vedeva ad un palmo. Devono essere scappati via subito perché quando sono arrivato io, alle 3.53 (abito di fronte) non c’era più nessuno…».

A terra, abbandonato nella fuga, il lenzuolo con due nodi ai capi, che doveva raccogliere le sigarette come in un grande sacco. Dopo il trambusto della notte ieri l’esercizio ha aperto regolarmente al pubblico e, da uno che si chiama Paolo Rossi, non si poteva che ascoltare un paragone calcistico: «Ancora pochi giorni ed avrei raggiunto l’anno di inviolabilità… Buffon ce l’ha fatta, Rossi no!», ride per non piangere. «Veramente ti cascano le braccia. Ma io non mi arrendo. E pensare che fra pochi giorni Ascom e Comune presenteranno il sistema di videosorveglianza a protezione dei furti. Quello promesso da Ascom dopo il clamore dello scorso anno!».

di GABRIELE MIGNARDI

fonte: www.ilrestodelcarlino.itnebbiogeno

Ecobonus 2016 per la domotica

La legge di Stabilità 2016 ha esteso l’ ecobonus del 65% IRPEF alle spese per la domotica, ossia per l’acquisto di dispositivi per il controllo a distanza.

Come già noto alla maggioranza dei professionisti del settore elettrico ed elettronico, la detrazione al 65% IRPEF è stata estesa, per effetto della legge di Stabilità 2016, anche alle spese domotica, ossia, alle spese per l’acquisto, installazione e messa in opera di impianti domotici e dispositivi multimediali che consentono il ”controllo a distanza” del riscaldamento, della climatizzazione, dello scaldacqua, luce ecc.

Ai fini di riconoscimento dell’agevolazione, tali impianti, dovranno consentire oltre che l’accensione e lo spegnimento a distanza dei dispositivi, anche di mostrare i consumi degli impianti.

Una panoramica di defiscalizzazione che apre importanti scenari di mercato per chi installa e chi propone soluzioni al cliente finale, verso la smart home. Vediamone alcuni passaggi.
Le novità per i contribuenti
Tra le ultime novità, introdotte e approvate dalla Commissione Bilancio della Camera che riguardano la casa e gli immobili:

  1. Estensione del bonus spese domotica, casa intelligente – Articolo 1, comma 43-bis – Detrazioni fiscali per l’acquisto di dispositivi multimediali per il controllo da remoto di impianti di riscaldamento, climatizzazione e produzione di acqua calda.
  2. Possibilità per i condomìni di cedere l’Ecobonus alle imprese che effettuano i lavori di efficientamento energetico, così che lo sconto fiscale possa essere subito riconosciuto ai condomìni clienti.
  3. Proroga fino al 31 dicembre 2016 della detrazione fiscale Ecobonus 65% per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici. Confermati anche i tetti massimi di detrazione.
  4. Bonus videosorveglianza ossia, un credito d’imposta per il 2016 riconosciuto esclusivamente alle persone fisiche che, al di fuori della loro attività di lavoro autonomo, installano sistemi di videosorveglianza digitale o di allarme.
  5. Possibilità dal 2016, del leasing prima casa privati, che consente di affittare e poi acquistare con riscatto finale, un immobile scelto dall’utilizzatore e concesso dalla banca o intermediario e di adibirlo ad abitazione principale.
  6. Sconto IRPEF 2016 sull’acquisto casa dal costruttore, con la possibilità per chi acquista di detrarre dal reddito l’IVA al 50%.

Come funziona l’ecobonus domotica?
Il bonus funziona esattamente come quello per l’efficientamento energetico, per cui il contribuente che intende installare impianti digitali per il controllo a distanza del riscaldamento, climatizzazione, produzione dell’acqua nella propria casa, deve farsi rilasciare dalla ditta installatrice, la documentazione attestante l’intervento, effettuare il pagamento dei suddetti costi mediante bonifico bancario o postale da cui risulti la causale del versamento, codice fiscale del contribuente che usufruisce della detrazione, codice fiscale o numero di partita Iva della ditta. Fatto ciò, il contribuente beneficiario, ai fini di ufficializzare l’agevolazione, deve dichiarare le spese domotica nella prossima dichiarazione dei redditi, ossia, a partire dal modello 730 2017 o modello Unico 2017, suddividendo l’importo da detrarre in 10 quote annuali di pari importo.
Le spese detraibili al 65% sono: acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda e climatizzazione nella propria casa. Ossia, di sistemi e impianti che automatizzano le funzioni di tutti gli impianti presenti in una casa ottimizzandone le prestazioni per aumentare i livelli di vivibilità, di comfort e di sicurezza all’interno degli ambienti, cd. smart home.

A chi spetta la detrazione?

La detrazione spese domotica 2016 spetta a:

Persone fisiche: titolari di un diritto reale sull’immobile, condomini in merito agli interventi sulle parti comuni condominiali, gli inquilini che hanno in comodato d’uso l’immobile.

  • Titolari di partita IVA esercenti arti e professioni.
  • Contribuenti con redditi d’impresa: quindi persone fisiche, società di persone, società di capitali spetta detrazione Ecobonus sull’IRES.
  • Associazioni tra professionisti;
  • Enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Inoltre, la detrazione Ecobonus 65% spetta anche ai familiari che convivono con la persona che detiene o possiede l’immobile oggetto dell’agevolazione, fatta eccezione per gli immobili strumentali all’attività d’impresa, arte o professione. Pertanto, sia il coniuge e i figli sia i parenti entro il III° grado e affini entro il II° grado, possono effettuare e pagare le spese per la realizzazione degli interventi di domotica e fruire dell’agevolazione fiscale.

Fonte: Smart Hut

HELP: Antifurto per cavi di rame in DC e AC

ELETTROGRAF srl presenta la serie brevettata di Antifurti per Cavi di Rame HELP, che protegge fisicamente e senza contatti elettrici cavi in rame e alluminio. Grazie alle versioni in DC e AC, può allarmare i cavi di tutte le installazioni dove si concentrano grandi quantità di rame: Impianti Fotovoltaici e linee elettrificate in AC Monofase e Trifase.

Furti di rame
I furti di rame sono in aumento esponenziale, tanto che il Ministero dell’Interno ha istituito l’Osservatorio Nazionale sui furti di rame presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, direzione centrale della Polizia Criminale. È sufficiente digitare Furti di Rame su qualsiasi motore di ricerca, per imbattersi in una lista senza fine di articoli che documentano giorno dopo giorno l’ennesima razzia di questo metallo che viene soprannominato l’oro rosso.

Obbiettivi dei furti
Campi Fotovoltaici. Le più colpite sono le dorsali in continua (DC) che collegano i quadri di campo agli inverter. Si tratta di cavi in rame con una sezione che arriva a 300mm2. Fino ad oggi non era segnalabile un eventuale tentativo di furto dei cavi di rame durante la notte, quando l’impianto fotovoltaico non è in funzione, in quanto non essendoci passaggio di tensione nelle linee elettriche, non c’è modo di accorgersi del taglio.

Linee elettriche in AC. Sono molte le installazioni dove si concentrano grandi quantità di rame e che sono oggetto di furti:

Autostrade
Gallerie
Illuminazione pubblica
Linee ferroviarie
Depuratori della rete idrica
Alimentazione di pompe e idrovore
Siti industriali

Soluzione
La serie HELP offre una protezione a due livelli: accessi e cavi di rame.

Sfruttando un innovativo sistema brevettato, verifica la presenza dei cavi tramite induzione elettromagnetica. Nel caso in cui anche un solo conduttore venga sconnesso, troncato o se ne modifichi la lunghezza, il sistema HELP rileva una differenza tra il segnale di controllo e il valore memorizzato in fase di calibrazione, e quindi genera l’allarme e consente di allertare il personale di controllo o le Forze dell’Ordine.

Adattabile a diversi tipi di impianto
HELP è un sistema versatile, perché si adatta a diverse tipologie di impiego. Fornendoci le caratteristiche delle tratte da proteggere, svilupperemo la configurazione ottimale. In caso di applicazioni fuori standard, realizziamo versioni ad hoc, progettate su specifica esigenza del cliente.

Contatta l’Azienda

fonte: www.qualenergia.it

elettrograf

Sicurezza, telecamere sui taxi: dal Comune di Milano 500mila euro se ci sono gps e panic button

Il bando è destinato a contenere le aggressioni e le rapine ai conducenti. Per ognuno contributo massimo di 150 euro. Occhio alla privacy: obbligatorio esporre un cartello ben visibile per informare i clienti

Telecamere per la sicurezza a bordo dei taxi. Una richiesta che torna spesso, da parte dei tassisti: almeno ogni volta che uno di loro subisce un’aggressione durante il servizio. Adesso, dopo un confronto con le associazioni di categoria, arriva il bando del Comune di Milano, che mette a disposizione una dote totale di 500mila euro per finanziare l’acquisto delle telecamere.

Tecnicamente gli strumenti si chiamano “registratori di dati di evento” e dovranno avere caratteristiche precise, per mettere assieme la necessità di uno strumento di sicurezza con quella della privacy dei clienti: la telecamere dovrà avere l’ottica frontale, il gps integrato, l’audio disattivabile e un “panic button” che il tassista potrà premere, quando si sentirà in una situazione di pericolo, per registrare le immagini dell’abitacolo e metterle a disposizione, poi, delle forze dell’ordine. Una rapina, un’aggressione: sono i casi più frequenti, denunciati dai tassisti, che poi non riescono sempre a fornire a polizia e carabinieri molte informazioni sul cliente.

Il tassista dovrà tassativamente informare i clienti della presenza della telecamera (con un cartello ben visibile) e sarà il responsabile delle immagini che eventualmente registrerà. I conducenti che, da oggi al 30 settembre, dimostreranno di avere acquistato un dispositivo di questo genere (ovviamente nuovo e conforme alle norme) potranno accedere al bando: una commissione comunale valuterà, entro fine novembre, se chi fa richiesta ne ha diritto, e a quel punto erogherà il contributo, che coprirà la metà della spesa sostenuta, per un massimo di 150 euro per auto bianca.

di ORIANA LISO pubblicato su milano.repubblica.it