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Domotica: cosa ne pensano gli italiani?

La casa connessa non è un sogno, ma una realtà

Europ Assistance ed Energy@home (associazione composta da Telecom Italia, Electrolux, Indesit ed Enel Distribuzione, che ha come obiettivo quello di promuovere lo sviluppo di soluzioni innovative e tecnologiche per la casa) hanno realizzato uno studio per individuare quali siano le richieste dei consumatori relativamente a domotica, efficienza energetica e smart home.

Lo studio esplorativo è diretto su un campione di uomini e donne, di livello socio economico e culturale medio-alto e alto, propensi a sperimentare novità e ben disposti verso il digitale e la tecnologia, suddivisi equamente per fasce di età, con una quota significativa di soggetti con figli piccoli e/o genitori anziani. Al panel è stata data l’opportunità di testare direttamente un ambiente domestico attrezzato con un sistema domotico: lo Spazio Chorus di Gewiss a Fiera Milano, azienda associata di Energy@home, secondo un approccio metodologico progettato e sviluppato da Doxa Marketing Advice.

Da questa esperienza emerge come gli italiani abbiano una relazione affettiva molto forte nei confronti della propria abitazione, un rapporto accentuato dalla domotica che favorisce l’interazione con la casa anche quando non si è presenti.

L’analisi evidenzia una certa propensione alla casa tecnologica e all’utilizzo di sistemi domotici, di gestione e controllo degli impianti di casa. In questo processo gioca però un ruolo centrale lo smartphone, in altri termini il concetto di smart home necessariamente passa attraverso all’utilizzo di APP su smartphone e tablet.

Ci sono tre caratteristiche che le persone coinvolte richiedono alla domotica:

1) la prima è la funzionalità, intesa come “facilitazione della vita quotidiana, benessere e comfort e risparmio, per limitare gli sprechi e ottimizzare le spese”;

2) la seconda è la sicurezza, sia all’interno della casa sia verso i rischi esterni;

3) a terza riguarda l’autodiagnostica e la manutenzione. Tra le preoccupazioni degli utenti è lasciar funzionare alcuni elettrodomestici quando si è fuori casa e quindi poter essere controllati e monitorati a distanza, ma anche “avvisare se c’è qualcosa che non funziona”, suggerire “quando è il momento di fare manutenzione”, o ogni altra funzione che garantisca sicurezza, risparmio, confort e qualità della vita.

Elettrodomestici e abitazioni sempre connessi potranno comunicare direttamente con la Centrale Operativa del produttore. Con l’identificazione precoce dell’entità del danno ad opera dei moderni device l’azienda sarà in grado di eseguire una prima diagnosi immediata riducendo i tempi di intervento, evitando così l’aggravarsi dei problemi.

L’indagine sugli elettrodomestici, messi a disposizione da Whirlpool, azienda associata di Energy@home, si è concentrata in particolare su frigorifero e lavastoviglie. Il primo deve aiutare a ridurre gli sprechi: “Il frigorifero ideale dunque gestisce le date di scadenza dei prodotti, avvisa il consumatore per tempo e gli suggerisce addirittura le ricette da preparare con gli alimenti da consumare”. La lavastoviglie deve gestirsi da sola, scegliendo in autonomia la quantità di detersivo e regolando i consumi.

Questa è la casa del futuro dove funzionalità, sicurezza e autodiagnostica prevalgono sugli aspetti ludici o estetici.

Nebbiogeno antifurto per i dentisti

I dentisti ha una nuova arma per proteggersi dai furti

Assicurarsi è il minimo, dotarsi di un buon sistema d’allarme è saggio e anche mettere un paio di telecamere non guasta. Ma siccome i ladri non si fermano facilmente e anche con le sirene in sottofondo riescono spesso ad arraffare macchinari costosissimi, ecco che i dentisti – gli studi dei quali sono sempre più nel mirino di bande specializzate – si attrezzano con nuove difese.
A cominciare dai nebbiogeni, un’arma anti-intrusione che scatta insieme all’allarme, satura i locali di una nebbia bianca, densa e impenetrabile – atossica e dunque innocua per persone e animali – costringendo i ladri alla fuga immediata. O almeno così ci si augura.

La nuova arma fa parte di un pacchetto-sicurezza che i dentisti del Veneto, con quelli padovani in prima linea (se non altro per il numero di furti subiti) ha adottato in questi giorni, con la speranza di invertire la rotta del 2015, anno che ha fatto registrare un impressionante numero di colpi “mirati” ai danni di studi dentistici.

Il primo passo è la segnalazione alle forze dell’ordine di personaggi sospetti. È stato infatti appurato che in molti casi i ladri fanno un sopralluogo negli studi da svaligiare fingendosi pazienti o fornitori. «Io stesso, che ho subìto due furti con un danno da 60 mila euro, a mente fredda ricordo pazienti strani che sono venuti nel mio studio un paio di mesi prima dell’effrazione», racconta Ferruccio Berto, presidente di Andi Veneto. ll secondo passo è la dotazione di sicurezza. «Con i nebbiogeni contiamo di mettere in fuga i ladri», aggiunge Berto. «I primi minuti dopo l’intrusione sono cruciali e per questo vorremmo neutralizzarli semplicemente rendendoli ciechi. I carabinieri, poi, ci hanno suggerito di collegare i nostri sistemi d’allarme con la loro centrale».

La tempestività è tutto. E negli studi dentistici conta ancora di più, perché i ladri spesso, pur di portare via i macchinari in breve tempo, combinano disastri, rendendo poi gli studi inagibili per settimane. «Alla fine il danno parte sempre dai 20 mila euro e i dentisti devono chiedere aiuto ai colleghi per poter continuare un minimo l’attività», spiega Berto. «Siamo di fronte ad un’autentica emergenza, perché i ladri sanno dove mettere le mani e quasi sempre agiscono su commissione, portando via macchinari molto costosi che poi probabilmente sono destinati al mercato estero».

Fonte: mattinopadova.gelocal.it

Mette in fuga i ladri con il nebbiogeno

Sono stati messi in fuga dalla sirena ma soprattutto disorientati dal nuovo allarme nebbiogeno i malviventi che nella notte fra Pasqua e Pasquetta hanno tentato un colpo (l’ennesimo) ai danni della gelateria e bar-tabaccheria Cinquecento a Castello di Serravalle di Valsamoggia.

Un obiettivo costante delle bande di predoni che non smettono di colpire l’attività di Paolo Rossi, il commerciante, già presidente della locale delegazione Confcommercio-Ascom, che lo scorso anno di questi tempi fu al centro dell’attenzione perché, dopo avere subito una raffica di furti e tentativi di furto, decise di dormire in uno stanzino ricavato a fianco del laboratorio. Espediente che gli permise di mettere in fuga i ladri brandendo una sedia in occasione dell’ultimo tentativo di furto subito lo scorso metà aprile.

Anche stavolta Rossi deve fare i conti con i danni ai serramenti divelti della porta di ingresso, ma grazie all’originale allarme nebbiogeno ha messo in fuga i ladri e salvato le sigarette. Il banco della tabaccheria era infatti l’obiettivo della gang entrata in azione poco dopo le 3.30 di notte, dal lato del parcheggio che affaccia sulla provinciale.

«L’allarme ha iniziato a suonare alle 3.51 e prima di questo con un grosso cacciavite i ladri avevano già forzato il telaio e tirato verso fuori il doppio vetro, forse per evitare che l’allarme ambientale suonasse subito – racconta Rossi -. Ci sono le riprese della telecamera di sorveglianza che ne mostra quattro, e magari un quinto era in auto. Due di essi sono entrati velocemente e si sono diretti alla tabaccheria quando la macchina della nebbia ha iniziato a sparare una cortina bianca simile a quella delle discoteche. Né tossica, né urticante….fatto sta che devono esserci rimasti male. In un minuto il locale era saturo e non ci si vedeva ad un palmo. Devono essere scappati via subito perché quando sono arrivato io, alle 3.53 (abito di fronte) non c’era più nessuno…».

A terra, abbandonato nella fuga, il lenzuolo con due nodi ai capi, che doveva raccogliere le sigarette come in un grande sacco. Dopo il trambusto della notte ieri l’esercizio ha aperto regolarmente al pubblico e, da uno che si chiama Paolo Rossi, non si poteva che ascoltare un paragone calcistico: «Ancora pochi giorni ed avrei raggiunto l’anno di inviolabilità… Buffon ce l’ha fatta, Rossi no!», ride per non piangere. «Veramente ti cascano le braccia. Ma io non mi arrendo. E pensare che fra pochi giorni Ascom e Comune presenteranno il sistema di videosorveglianza a protezione dei furti. Quello promesso da Ascom dopo il clamore dello scorso anno!».

di GABRIELE MIGNARDI

fonte: www.ilrestodelcarlino.itnebbiogeno

Ecobonus 2016 per la domotica

La legge di Stabilità 2016 ha esteso l’ ecobonus del 65% IRPEF alle spese per la domotica, ossia per l’acquisto di dispositivi per il controllo a distanza.

Come già noto alla maggioranza dei professionisti del settore elettrico ed elettronico, la detrazione al 65% IRPEF è stata estesa, per effetto della legge di Stabilità 2016, anche alle spese domotica, ossia, alle spese per l’acquisto, installazione e messa in opera di impianti domotici e dispositivi multimediali che consentono il ”controllo a distanza” del riscaldamento, della climatizzazione, dello scaldacqua, luce ecc.

Ai fini di riconoscimento dell’agevolazione, tali impianti, dovranno consentire oltre che l’accensione e lo spegnimento a distanza dei dispositivi, anche di mostrare i consumi degli impianti.

Una panoramica di defiscalizzazione che apre importanti scenari di mercato per chi installa e chi propone soluzioni al cliente finale, verso la smart home. Vediamone alcuni passaggi.
Le novità per i contribuenti
Tra le ultime novità, introdotte e approvate dalla Commissione Bilancio della Camera che riguardano la casa e gli immobili:

  1. Estensione del bonus spese domotica, casa intelligente – Articolo 1, comma 43-bis – Detrazioni fiscali per l’acquisto di dispositivi multimediali per il controllo da remoto di impianti di riscaldamento, climatizzazione e produzione di acqua calda.
  2. Possibilità per i condomìni di cedere l’Ecobonus alle imprese che effettuano i lavori di efficientamento energetico, così che lo sconto fiscale possa essere subito riconosciuto ai condomìni clienti.
  3. Proroga fino al 31 dicembre 2016 della detrazione fiscale Ecobonus 65% per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici. Confermati anche i tetti massimi di detrazione.
  4. Bonus videosorveglianza ossia, un credito d’imposta per il 2016 riconosciuto esclusivamente alle persone fisiche che, al di fuori della loro attività di lavoro autonomo, installano sistemi di videosorveglianza digitale o di allarme.
  5. Possibilità dal 2016, del leasing prima casa privati, che consente di affittare e poi acquistare con riscatto finale, un immobile scelto dall’utilizzatore e concesso dalla banca o intermediario e di adibirlo ad abitazione principale.
  6. Sconto IRPEF 2016 sull’acquisto casa dal costruttore, con la possibilità per chi acquista di detrarre dal reddito l’IVA al 50%.

Come funziona l’ecobonus domotica?
Il bonus funziona esattamente come quello per l’efficientamento energetico, per cui il contribuente che intende installare impianti digitali per il controllo a distanza del riscaldamento, climatizzazione, produzione dell’acqua nella propria casa, deve farsi rilasciare dalla ditta installatrice, la documentazione attestante l’intervento, effettuare il pagamento dei suddetti costi mediante bonifico bancario o postale da cui risulti la causale del versamento, codice fiscale del contribuente che usufruisce della detrazione, codice fiscale o numero di partita Iva della ditta. Fatto ciò, il contribuente beneficiario, ai fini di ufficializzare l’agevolazione, deve dichiarare le spese domotica nella prossima dichiarazione dei redditi, ossia, a partire dal modello 730 2017 o modello Unico 2017, suddividendo l’importo da detrarre in 10 quote annuali di pari importo.
Le spese detraibili al 65% sono: acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda e climatizzazione nella propria casa. Ossia, di sistemi e impianti che automatizzano le funzioni di tutti gli impianti presenti in una casa ottimizzandone le prestazioni per aumentare i livelli di vivibilità, di comfort e di sicurezza all’interno degli ambienti, cd. smart home.

A chi spetta la detrazione?

La detrazione spese domotica 2016 spetta a:

Persone fisiche: titolari di un diritto reale sull’immobile, condomini in merito agli interventi sulle parti comuni condominiali, gli inquilini che hanno in comodato d’uso l’immobile.

  • Titolari di partita IVA esercenti arti e professioni.
  • Contribuenti con redditi d’impresa: quindi persone fisiche, società di persone, società di capitali spetta detrazione Ecobonus sull’IRES.
  • Associazioni tra professionisti;
  • Enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Inoltre, la detrazione Ecobonus 65% spetta anche ai familiari che convivono con la persona che detiene o possiede l’immobile oggetto dell’agevolazione, fatta eccezione per gli immobili strumentali all’attività d’impresa, arte o professione. Pertanto, sia il coniuge e i figli sia i parenti entro il III° grado e affini entro il II° grado, possono effettuare e pagare le spese per la realizzazione degli interventi di domotica e fruire dell’agevolazione fiscale.

Fonte: Smart Hut

HELP: Antifurto per cavi di rame in DC e AC

ELETTROGRAF srl presenta la serie brevettata di Antifurti per Cavi di Rame HELP, che protegge fisicamente e senza contatti elettrici cavi in rame e alluminio. Grazie alle versioni in DC e AC, può allarmare i cavi di tutte le installazioni dove si concentrano grandi quantità di rame: Impianti Fotovoltaici e linee elettrificate in AC Monofase e Trifase.

Furti di rame
I furti di rame sono in aumento esponenziale, tanto che il Ministero dell’Interno ha istituito l’Osservatorio Nazionale sui furti di rame presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, direzione centrale della Polizia Criminale. È sufficiente digitare Furti di Rame su qualsiasi motore di ricerca, per imbattersi in una lista senza fine di articoli che documentano giorno dopo giorno l’ennesima razzia di questo metallo che viene soprannominato l’oro rosso.

Obbiettivi dei furti
Campi Fotovoltaici. Le più colpite sono le dorsali in continua (DC) che collegano i quadri di campo agli inverter. Si tratta di cavi in rame con una sezione che arriva a 300mm2. Fino ad oggi non era segnalabile un eventuale tentativo di furto dei cavi di rame durante la notte, quando l’impianto fotovoltaico non è in funzione, in quanto non essendoci passaggio di tensione nelle linee elettriche, non c’è modo di accorgersi del taglio.

Linee elettriche in AC. Sono molte le installazioni dove si concentrano grandi quantità di rame e che sono oggetto di furti:

Autostrade
Gallerie
Illuminazione pubblica
Linee ferroviarie
Depuratori della rete idrica
Alimentazione di pompe e idrovore
Siti industriali

Soluzione
La serie HELP offre una protezione a due livelli: accessi e cavi di rame.

Sfruttando un innovativo sistema brevettato, verifica la presenza dei cavi tramite induzione elettromagnetica. Nel caso in cui anche un solo conduttore venga sconnesso, troncato o se ne modifichi la lunghezza, il sistema HELP rileva una differenza tra il segnale di controllo e il valore memorizzato in fase di calibrazione, e quindi genera l’allarme e consente di allertare il personale di controllo o le Forze dell’Ordine.

Adattabile a diversi tipi di impianto
HELP è un sistema versatile, perché si adatta a diverse tipologie di impiego. Fornendoci le caratteristiche delle tratte da proteggere, svilupperemo la configurazione ottimale. In caso di applicazioni fuori standard, realizziamo versioni ad hoc, progettate su specifica esigenza del cliente.

Contatta l’Azienda

fonte: www.qualenergia.it

elettrograf

Sicurezza, telecamere sui taxi: dal Comune di Milano 500mila euro se ci sono gps e panic button

Il bando è destinato a contenere le aggressioni e le rapine ai conducenti. Per ognuno contributo massimo di 150 euro. Occhio alla privacy: obbligatorio esporre un cartello ben visibile per informare i clienti

Telecamere per la sicurezza a bordo dei taxi. Una richiesta che torna spesso, da parte dei tassisti: almeno ogni volta che uno di loro subisce un’aggressione durante il servizio. Adesso, dopo un confronto con le associazioni di categoria, arriva il bando del Comune di Milano, che mette a disposizione una dote totale di 500mila euro per finanziare l’acquisto delle telecamere.

Tecnicamente gli strumenti si chiamano “registratori di dati di evento” e dovranno avere caratteristiche precise, per mettere assieme la necessità di uno strumento di sicurezza con quella della privacy dei clienti: la telecamere dovrà avere l’ottica frontale, il gps integrato, l’audio disattivabile e un “panic button” che il tassista potrà premere, quando si sentirà in una situazione di pericolo, per registrare le immagini dell’abitacolo e metterle a disposizione, poi, delle forze dell’ordine. Una rapina, un’aggressione: sono i casi più frequenti, denunciati dai tassisti, che poi non riescono sempre a fornire a polizia e carabinieri molte informazioni sul cliente.

Il tassista dovrà tassativamente informare i clienti della presenza della telecamera (con un cartello ben visibile) e sarà il responsabile delle immagini che eventualmente registrerà. I conducenti che, da oggi al 30 settembre, dimostreranno di avere acquistato un dispositivo di questo genere (ovviamente nuovo e conforme alle norme) potranno accedere al bando: una commissione comunale valuterà, entro fine novembre, se chi fa richiesta ne ha diritto, e a quel punto erogherà il contributo, che coprirà la metà della spesa sostenuta, per un massimo di 150 euro per auto bianca.

di ORIANA LISO pubblicato su milano.repubblica.it

La Polizia di Stato adotta i droni per attività di sicurezza e intelligence

Le modifiche all’ultimo Decreto Antiterrorismo (7/2015) introducono un emendamento che autorizza le Forze dell’Ordine all’utilizzo dei droni con finalità di contrasto a reati ambientali, criminalità organizzata e atti di natura terroristica. E il 2015 passerà alla storia come l’anno in cui la Polizia di Stato ha adottato FlySecur, drone ad ala fissa appositamente studiato per attività di sicurezza e intelligence.

Questo drone possiede un’apertura alare di poco inferiore ai 2 metri, un peso al decollo di solo 1,5 kg e un’autonomia di circa 60 minuti.
A bordo possono essere imbarcati una serie di sensori ottici e a infrarosso per il volo notturno: le immagini raccolte da una telecamera Full HD vengono trasmesse in tempo reale alla sala di controllo remota, con segnale crittografato per evitare intercettazioni.
Il sistema di navigazione consente a FlySecur di mantenere anche una rotta automatica intorno a un obiettivo preselezionato.

La Formazione dei Piloti
La diffusione dei droni ha imposto la necessità di una puntuale regolamentazione sul loro impiego, a partire dalla formazione dei piloti.
La prima edizione del regolamento ENAC – Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, “Mezzi aerei a pilotaggio remoto”, risale al 2013 ed era focalizzata sul drone in quanto velivolo. Nella seconda edizione, invece, diviene rilevante il tema della valutazione del rischio e, di conseguenza, assume una nuova importanza il fattore umano.
Il regolamento sposta l’attenzione sul pilota e indica due tipologie di titoli che passano attraverso l’ottenimento di un attestato che si basa, da un lato, su percorsi indirizzati e valutati dalla stessa ENAC e, dall’altro, attraverso dei centri di addestramento dedicati.
Siamo in una fase senza dubbio più matura, come dimostra l’introduzione del tema dell’addestramento: è fondamentale, sostiene l’ENAC, che i centri dedicati a tale attività siano sempre più professionali e capaci di formare i piloti, per modellare quelle figure a cui potere finalmente attribuire una serie di responsabilità.

Più vicini alle regole europee
La necessità di armonizzare le regole italiane con quelle europee ha indotto l’ENAC a mettere di nuovo mano al regolamento, con un emendamento, cambiando le regole di accesso ai CTR – Controlled Traffic Region – portuali per gli aeromodellisti, su richiesta dell’Aeronautica Militare. Il volo a vista notturno non è vietato, ma bisogna chiedere il permesso; è stata indicata la necessità di montare i para-eliche sui droni al di sotto dei 300 grammi e sono state specificate le sanzioni per le violazioni della sicurezza, che arrivano a contemplare anche il carcere.

“Drone”, concetto che risale alla seconda guerra mondiale
Il concetto di “drone”, inteso come veicolo aereo da combattimento pilotato a distanza, risale alla seconda guerra mondiale, quando l’idea fu concepita dagli americani Lee De Forest e Ulises Armand Sanabria, i quali, nel 1940, pubblicarono un articolo dal titolo “Robot Television Bomber”.
Oggi il termine indica velivoli privi di pilota a bordo, che possono essere gestiti da un operatore a terra o muoversi secondo piani di volo prestabiliti e seguendo specifiche tracce indicate dai satelliti.
I droni, mediante telecamere installate a bordo, sono in grado di effettuare riprese video e fotografie e di trasmetterle in tempo reale alla centrale di Polizia.
La finalità è quella di raccogliere, attraverso le immagini, un’elevata quantità di dati, che vengono poi incrociati con quelli rilevati – ad esempio – da altri sensori disposti sul terreno.
Uno degli scenari operativi più comuni è rappresentato dal controllo delle manifestazioni pubbliche, con le immagini riprese dai droni integrate a quelle riprese dalle telecamere indossate dagli agenti o dai comuni impianti di videosorveglianza.
A questo si aggiungono i dati raccolti dalle celle della telefonia mobile o da altri sensori distribuiti sul territorio, come quelli del traffico o della presenza di fumo.
I droni si rivelano utili anche nell’inseguimento delle auto di malviventi in fuga, essendo in grado di riconoscere una targa e di gestire l’inseguimento elaborano le informazioni per identificare strade e vie in cui, presumibilmente, transiterà l’auto inseguita.

ENAC: “Imprescindibili la sicurezza delle persone sorvolate e il rispetto delle regole operative per stare in volo”
Con la seconda stesura del regolamento sull’utilizzo dei “Mezzi aerei a pilotaggio remoto”, l’ENAC mira a semplificare le procedure per le applicazioni non critiche. Mentre, per quanto riguarda le forze di Polizia, con il Ministero dell’Interno, l’Ente ha tenuto dei tavoli tecnici di natura istituzionale. Col risultato che, a breve, uscirà un Decreto Ministeriale che definirà le regole per l’utilizzo dei droni di Stato.
“La seconda edizione del regolamento – dichiara di Alessandro Cardi, Direttore Centrale Regolazione Tecnica ENAC – ha reso più liberale il regime per le applicazioni non critiche, ovvero che non implicano particolari rischi per i sorvolati o per lo spazio aereo che vanno a occupare. In questo caso, in accordo con il resto dell’Europa, la necessità di regolazione è minima. Quindi, su questo versante abbiamo eliminato tutti i requisiti di garanzia e tutela che si ritenevano inutili, andando in un regime di piena autocertificazione. Per un soggetto che intende operare in condizioni non critiche, è sufficiente produrre una dichiarazione dove ci attesta di conoscere le regole da applicare e noi, in modo pressoché automatico, gli riconosciamo questa sua prerogativa”.

Questa procedura è importante perché ci fornisce la conoscenza degli operatori del settore, che restano soggetti alla nostra vigilanza generale. Vigilanza che va da qualche ispezione a interventi interdittivi, in caso di infrazione delle regole. Questo percorso sollecita a una crescente professionalizzazione, dal momento che abbiamo elevato il pilota a figura a se stante: il suo attestato, ottenuto nei centri di addestramento da noi certificati, vale in tutta Italia e per qualunque operatore.

Testo estratto dall’articolo di Massimiliano Luce pubblicato su Sicurezza Magazine

Gorilla-mobile, il primo vero allarme per smartphone e tablet

La Gorilla Electronics GmbH è un’azienda che realizza sistemi di sicurezza mirando a risolvere i problemi quotidiani applicando nuove idee e approcci rispetto a quelli già esistenti.
Nel 2015 ha lanciato sul mercato il Gorilla-mobile, un accessorio davvero utile per la sicurezza dei nostri device (smartphone, tablet, netbook, ecc.).

L’idea riprende i classici kensington lock con cui vengono bloccati i dispositivi elettronici nei negozi, ma è tutto molto più semplice, più smart e alla portata di tutti.

Si tratta di un anello che svolge due funzioni contemporaneamente:
1) quella di caricabatteria
2) quella di antifurto

Una volta collegato al device Gorilla-mobile alimenta la sua batteria e se viene staccato senza inserire la chiave di sicurezza avvia un allarme sonoro.
Per poterlo sbloccare si dovrà inserire una chiave magnetica e solo a quel punto si potrà scollegare i cavi in tutta sicurezza.

Ma Gorilla-mobile non è utile solo per proteggere il proprio smartphone o tablet, ma qualsiasi oggetto.
Potrete collegarlo alla porta USB di un PC, oppure formare un anello con il quale legare una borsa alla sedia, ed in ogni caso, se non userete l’apposita chiave, il sistema inizierà a suonare come una qualsiasi sirena di antifurto.

Non è necessario installare alcuna applicazione, né collegarsi a un sistema in cloud. Tutti i cavi necessari sono inclusi nella confezione.

fonte: www.gorilla-home.com

Pubblica su Facebook le foto dei ladri in casa sua

Mede, la telecamera riprende due uomini. Il derubato mobilita i social (facebook): «Mi hanno preso il pc, dite se li riconoscete»

MEDE. Due ladri ripresi dalla telecamera interna dell’abitazione. E il proprietario si affida subito a Facebook per diffondere i fermo immagine, che fino a ieri pomeriggio avevano superato le 320 condivisioni. Il furto è stato messo a segno l’altro giorno nell’abitazione di Mattia Fantelli, 45 anni, in viale Unione Sovietica.

Nei video del circuito di videosorveglianza, consegnati ieri mattina ai carabinieri, si notano due giovani che si aggirano per le stanze: il primo indossa un giubbotto di colore blu, il secondo una felpa grigio-blu. «I due, che portano i guanti per non lasciare impronte, si sono introdotti in casa mia – spiega Fantelli – forzando una porta, come ripreso da più telecamere di sicurezza». L’effrazione «ha attivato il sistema di antifurto collegato al mio cellulare: ho calcolato che sono rimasti in casa circa due minuti e mezzo, perché io sono arrivato dopo soli tre minuti».

In quel ristretto lasso di tempo i ladri, che appaiono ben curati sia nell’aspetto sia nell’abbigliamento, sono riusciti a impossessarsi di un computer portatile. «Quello con il giubbotto blu – prosegue Fantelli – è riuscito anche mettermi sottosopra la stanza da letto aprendo i cassetti e gettando tutto all’aria, mentre il secondo sembrava il “palo”. Per fortuna l’antifurto ha fatto il suo dovere: i due hanno avuto pochissimo tempo per portare a termine il loro piano e sono fuggiti prima del mio arrivo».

Mattia Fantelli ha poi deciso di chiamare il tecnico della videosorveglianza e di pubblicare le fotografie sul social network. «Ho chiamato i carabinieri – conferma Fantelli – che sono intervenuti subito e hanno visionato il filmato direttamente a casa mia: poi ho consegnato loro una copia dei filmati e il numero di serie del pc portatile.

Comunque, mi sembra di aver già visto questi malviventi in giro per Mede: se qualche medese dovesse incontrarli per strada, contatti subito le forze dell’ordine». Gli utenti di Facebook hanno raccolto la richiesta di aiuto di Fantelli, condividendo le fotografie dei due ladri che si aggirano nelle stanze dell’abitazione.

Umberto De Agostino

fonte: laprovinciapavese.gelocal.it

Sensor-1: piccolo antifurto Bluetooth per la sicurezza dei tuoi device

Questo piccolo antifurto Bluetooth promette sicurezza smart per i vostri valori

Piccolo, semplice da usare e smart. Queste sono le tre caratteristiche fondamentali di Sensor-1 un antifurto che promette di mettere al sicuro i vostri oggetti di valore con un sistema di allarme Bluetooth.

Andando un po’ più nello specifico, Sensor-1 è un piccolo esagono dalle dimensioni paragonabili a quelle di una moneta che integra al suo interno accelerometri e giroscopi per notificare, via Bluetooth, ad uno smartphone se l’oggetto su cui viene fissato (tramite un adesivo) viene spostato.
A completare le feature anche resistenza agli elementi (IP67), oltre che luci LED e sirena da far accendere e suonare con un comando impartito dalla relativa app per iOS ed Android (quest’ultima ancora in fase di sviluppo).

Sensor-1 è stato progettato dalla startup MetaSensor che ha lanciato la sua idea su Indiegogo dove spera di raggiungere l’obiettivo di 10.000$; con ancora più di un mese al scadenza della campagna il piccolo gadget ha già raccolto 7.000$.

Un risultato tutto sommato notevole considerato il prezzo relativamente alto, ma comunque in linea con le funzioni offerte, di 79$ per i pre-ordine di uno di questi antifurto smart, le cui spedizioni, se tutto andrà bene, partiranno il prossimo ottobre 2016.

Se vuoi ricevere informazioni su questo prodotto invia una mail a info@antifurtiesicurezza.com e sarai aggiornato su tutti i suoi sviluppi tecnici e sulla sua uscita nel mercato italiano.

fonte: www.smartworld.it